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Packaging sostenibile

PPWR: il nuovo regolamento europeo sul packaging che sta cambiando l’industria alimentare

Data pubblicazione: 25 Giugno 2026

Negli ultimi anni il packaging alimentare è diventato molto più di una semplice confezione. Oggi influenza costi, progettazione, logistica e accesso ai mercati internazionali. Con il nuovo regolamento europeo PPWR le aziende del settore food sono chiamate a rivedere materiali, processi produttivi e strategie di sviluppo.

Il cambiamento non riguarda solo la sostenibilità. Riguarda il modo in cui le imprese progettano e gestiscono l’intera filiera del prodotto.

Il nuovo quadro normativo europeo sul packaging entra nella fase operativa

Per anni il packaging alimentare è stato considerato soprattutto uno strumento per proteggere il prodotto, migliorarne la conservazione e rafforzarne la presenza sugli scaffali.

Oggi il suo ruolo sta cambiando. Con l’entrata in vigore del Packaging and Packaging Waste Regulation (PPWR), il futuro degli imballaggi alimentari diventa una questione strategica per tutta l’industria alimentare europea. Il regolamento introduce nuovi obiettivi. Questi influenzeranno la progettazione, la produzione e la distribuzione degli imballaggi lungo tutta la filiera alimentare.

Dopo l’approvazione formale del regolamento, il periodo 2025-2026 vede il passaggio dalla fase normativa a quella operativa. Le aziende iniziano a confrontarsi con adeguamenti concreti. Dalla scelta dei materiali alla gestione della supply chain alimentare. Il motivo è semplice. I rifiuti da imballaggio continuano a rappresentare una delle principali sfide ambientali europee. Una parte significativa riguarda proprio il settore alimentare.

Con il PPWR, l’Unione Europea punta a ridurre la quantità di rifiuti e a rendere più efficiente il recupero dei materiali. L’obiettivo è aumentare la circolarità degli imballaggi, rendendo progressivamente i packaging immessi sul mercato europeo più facilmente riciclabili o riutilizzabili entro il 2030. Per alcune categorie saranno introdotti anche requisiti minimi di contenuto riciclato. Le percentuali varieranno in base al materiale utilizzato e alla tipologia di imballaggio. 

Rispetto ai livelli del 2018, gli Stati membri dovranno ridurre i rifiuti da packaging del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040.

Per molte aziende alimentari questo comporterà un ripensamento delle scelte di packaging adottate fino ad oggi. Materiali, formati, etichette, accoppiamenti tra componenti e processi produttivi entrano oggi nelle valutazioni strategiche.

Le indicazioni della Commissione Europea mostrano come il 2026 rappresenti un passaggio importante soprattutto per le aziende che operano su più mercati e per quelle con grandi volumi produttivi. Chi esporta dovrà gestire requisiti sempre più stringenti lungo tutta la catena distributiva.

Cosa cambia concretamente per le aziende alimentari

Uno degli aspetti più rilevanti del PPWR packaging regulation è che non si limita a fissare obiettivi ambientali. Interviene direttamente sul modo in cui gli imballaggi vengono progettati.

Il principio guida è quello del recycling by design. Il packaging dovrà essere pensato fin dall’origine per essere raccolto, separato e riciclato più facilmente nei sistemi europei.

In pratica, materiali difficili da recuperare o combinazioni particolarmente complesse potrebbero diventare sempre meno competitivi. Non solo dal punto di vista ambientale, ma anche normativo. Per molte aziende alimentari questo comporta un lavoro che coinvolge più reparti contemporaneamente. Non basta più scegliere un imballaggio funzionale o esteticamente efficace. Occorre verificare la compatibilità con i nuovi requisiti europei e con le infrastrutture di riciclo disponibili. Pensiamo, ad esempio, ai prodotti confezionati con materiali multistrato difficili da separare oppure agli imballaggi composti da elementi diversi assemblati insieme.

La progettazione dell’imballaggio diventa quindi un elemento centrale come emerge dalle linee guida pubblicate dalla Commissione europea nel 2026. La riciclabilità dovrà essere valutata sull’intera unità di packaging. Componenti difficili da separare o materiali non compatibili con i sistemi di riciclo potranno incidere sulla conformità finale. Per questo stanno aumentando le collaborazioni tra aziende food, produttori di packaging e fornitori di materiali.

L’obiettivo è trovare soluzioni capaci di mantenere insieme prestazioni, sicurezza alimentare e conformità normativa.

Impatto su costi, supply chain e competitività industriale

Ogni cambiamento regolatorio richiede una fase di adattamento. Nel breve periodo alcune aziende potrebbero sostenere costi aggiuntivi legati alla ricerca di nuovi materiali, alla revisione delle linee produttive o alla modifica delle confezioni esistenti.

La situazione cambia molto da settore a settore. Chi ha già investito in packaging sostenibile parte da una posizione più favorevole. Chi utilizza invece soluzioni molto personalizzate o difficili da riciclare potrebbe dover affrontare interventi più rilevanti. Nel medio periodo, però, molte aziende stanno guardando oltre i costi iniziali. Il mercato europeo si sta orientando verso standard più uniformi e materiali più facilmente gestibili nei sistemi di riciclo. Questo potrebbe favorire una maggiore disponibilità di soluzioni conformi e nuove economie di scala.

Anche la supply chain del packaging sta cambiando. Sempre più spesso produttori alimentari e aziende di imballaggi lavorano insieme fin dalle prime fasi di sviluppo del prodotto. Non si tratta più soltanto di acquistare un contenitore già pronto.

In molti casi si entra in una logica di co-progettazione, che coinvolge design, sostenibilità, logistica e conformità normativa. Il packaging sta quindi assumendo un peso crescente nelle strategie industriali e negli investimenti di medio periodo.

Le opportunità per chi si adegua per primo al cambiamento

Guardare al PPWR solo come a un obbligo rischia di offrire una visione incompleta. Molte aziende stanno iniziando a considerarlo anche come un’opportunità di differenziazione competitiva. Nei processi di acquisto B2B, soprattutto nella grande distribuzione e nei mercati internazionali più attenti ai temi ESG, il packaging sostenibile è diventato un elemento sempre più valutato. In alcuni casi rappresenta già un criterio di selezione. Questo vale in particolare per diversi mercati del Nord Europa, dove la sostenibilità degli imballaggi è entrata nelle politiche di acquisto di retailer e distributori.

L’attenzione sta crescendo anche in altri mercati internazionali, soprattutto nei segmenti premium e nelle produzioni ad alto valore aggiunto. Chi si muove in anticipo può ottenere un doppio vantaggio. Da una parte riduce il rischio di adeguamenti urgenti negli anni successivi.

Dall’altra può presentarsi sul mercato con un’offerta già allineata alle nuove aspettative di buyer e partner commerciali. La compliance normativa può quindi trasformarsi in un elemento di competitività. 

Cosa significa per le aziende che partecipano alle fiere B2B del food

Nelle principali fiere agroalimentari europee il packaging alimentare sostenibile è diventato uno degli argomenti più discussi tra espositori, buyer e distributori. Fino a qualche anno fa l’attenzione era concentrata soprattutto sul prodotto.

Oggi le domande riguardano sempre più spesso anche il tipo di confezione utilizzata, la riciclabilità dei materiali e la conformità agli standard europei. Per molte aziende il packaging è ormai parte integrante della proposta commerciale. Durante gli incontri con buyer e distributori non si parla più soltanto del prodotto. Si parla anche di materiali, riciclabilità, logistica e requisiti normativi. In questo contesto il PPWR europeo non rappresenta soltanto una questione regolatoria.

Diventa un fattore che può influenzare concretamente l’accesso ai mercati, le relazioni commerciali e le opportunità di sviluppo internazionale.