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Idroponica: che cos’è e come sta rivoluzionando le coltivazioni

Data pubblicazione: 10 Aprile 2022

L’idroponica è una tecnica di coltivazione innovativa che sta trovando sempre più spazio nel mondo dell’agricoltura. Esiste già da alcuni anni, ma è molto probabile che solo nel prossimo futuro inizierà ad essere utilizzata su larga scala. Scopriamo insieme in cosa consiste tale tecnica e perché sta diventando così importante.

Idroponica: cos’è e come funziona

Secondo un rapporto pubblicato dal Dipartimento degli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite, entro il 2030 avremo una popolazione mondiale pari a 8,6 miliardi nel 2030, mentre entro il 2050 il numero salirà a ben 9,8 miliardi. Ogni anno sulla Terra ci sono 83 milioni di persone in più. Tutto questo chiaramente ha delle ricadute in termini di bocche da sfamare. Più cresce la popolazione, maggiore deve essere la produzione agricola per garantire cibo a tutti. La situazione si complica ancora di più se prendiamo in considerazione anche il problema del cambiamento climatico. È proprio in questo contesto che si inseriscono le nuove tecniche di coltivazione, tra cui l’idroponica, una metodo innovativo che sta trovando un’ampia applicazione.

Ma di cosa si tratta nello specifico? L’idroponica è una tecnica di coltivazione senza suolo. In realtà bisognerebbe distinguere tra l’agricoltura idroponica con substrato, che utilizza appunto il substrato per l’assorbimento dell’acqua e delle sostanze nutritive, e l’agricoltura idroponica senza substrato, che viene effettuata solo con l’acqua.

I vantaggi della coltura idroponica

La diffusione di questa tecnica particolare di coltivazione è giustificata dai tanti vantaggi ad essa associati. Innanzitutto, è da rilevare un beneficio in termini di spazio, in quanto la coltura idroponica non necessita di ampie aree. Inoltre, le radici non hanno bisogno di allargarsi per cercare nutrienti e umidità.

Un ulteriore vantaggio riguarda la possibilità di conservare meglio e di più l’acqua. In particolare, le piante idroponiche possono crescere fino al 98% in meno di acqua rispetto ai tradizionali metodi di coltivazione. Questo vantaggio è molto importante se considerato l’alto stress idrico a cui sarà sottoposto la metà della popolazione mondiale entro il 2025.

Creando microclimi in grado di produrre in ogni stagione dell’anno, le tecniche colturali idroponiche consentono anche di aumentare sensibilmente i rendimenti dei raccolti. Questo va a ridurre tutti i rischi legati ai problemi meteorologici, che spesso spazzano via interi raccolti in pochi giorni, con ripercussioni disastrose sull’intera catena alimentare. I ritorni economici quindi possono essere nettamente superiori. Inoltre, necessitando di poca manodopera, l’idroponica offre un carico più leggero per i lavoratori.

Ovviamente, uno dei principali benefici dell’idroponica riguarda la caratteristica di non utilizzo del suolo. Nel mondo infatti sono sempre di meno i terreni lavorabili, a causa di diversi fenomeni, come ad esempio la compattazione, la salinità e l’erosione.

Ne guadagna anche il cibo in termini di qualità, in quanto la frutta e la verdura, a differenza dei processi di agricoltura tradizionale, non vengono trattate con il gas etilene per facilitare la maturazione. Pertanto, il cibo dell’idroponica matura in maniera naturale e arriva sulle tavole con più sostanze nutritive e con un sapore migliore.

La riduzione della catena di approvvigionamento non comporta tutto il consumo di energia generato dalle tecniche di coltivazione tradizionali. Le serre idroponiche possono essere erette anche nei quartieri abitati e soddisfare le esigenze alimentari delle comunità locali, senza comportare alcuno spreco derivante dal trasporto.

Un ultimo vantaggio da rilevare è quello relativo alla crescita più veloce delle colture. Mentre con i metodi tradizionali di coltivazione la frutta e la verdura necessitano di mesi per maturare, in quanto le piante devono prendere i nutrienti dal terreno, operazione che richiede non poco tempo, con l’idroponica i tempi si riducono sensibilmente. In particolare, il tasso di crescita di una pianta idroponica è del 30-50% più veloce di una pianta coltivata nel terreno. Inoltre, attraverso questa tecnica è possibile controllare tutti gli aspetti della coltivazione (calore, luce, idratazione, presenza parassiti) in modo costante, garantendo quindi una crescita ottimizzata della pianta e quindi più rapida.